venerdì 3 dicembre 2010

Assange fragole e panna

Quando qualcuno ci svela qualcosa possiamo reagire in due modi: possiamo pensare che questo qualcuno non abbia fatto altro che confermare un nostro presentimento oppure possiamo renderci conto che qualcosa che prima era solo un nostro pensiero ora diventa una certezza reale, non lasciando altro spazio alla nostra immaginazione. Ora dire che Assange non ha detto niente di nuovo e che ci si aspettava qualcosa di più è un errore di valutazione perchè il fatto che documenti riservati (che gli Stati hanno l'interesse a mantenere tali) confermino delle supposizioni più o meno diffuse è un fatto molto serio e per nulla scontato. Il documento riservato e ora svelato diventa la base inimpugnabile su cui costruire l'accusa contro i protagonisti rei, e questo intanto non si può certo fare con un'opinione.
Molti se lo vorrebbero cucinare arrosto Assange, io lo guarnirei con panna montata e fragole e lo servirei come dessert di questa lunga ultima cena di capi di stato ormai agonizzanti (alcuni anche per raggiunti limiti di età).

Se riusciranno a impedire in qualche modo a Assange e ai suoi di contribuire a svelare i malaffari globali creeranno un precedente di tentativo di sterminio di quei pochi barlumi di democrazia ancora vivi e nascosti da qualche parte...per quanto possa valere.

Assange non è il salvatore del mondo, forse anche lui ha delle magagne, ma accusarlo in difesa di coloro che ogni giorno calpestano incuranti i diritti umani di tutti mi sembra davvero ridicolo.

Musica: All tomorrow's parties, The Velvet Underground

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